Japan Post ha lanciato la sua prima collezione di francobolli NFT legati ad opere d’arte. I pacchetti da 100 token l’uno sono letteralmente spariti a poche ore dal lancio, avvenuto sulla piattaforma Rakuten NFT.

Buona la prima per l’Istituto postale del Sol Levante, che con questo drop inaugura il suo ingresso nel Web3 celebrando l’artica arte giapponese dei disegni a tema natura. Operazione peraltro favorita dal clima estremamente positivo verso il comparto, col governo che vede nella blockchain lo strumento su cui fondare l’evoluzione digitale e il prossimo futuro della nazione.

Ancora un impegno per il Giappone nel settore dei NFT, a poche ore dall’annuncio di investimenti corposi anche nelle policy relative ai metaverse. E un ottimo segno sempre per tutto il comparto dei NFT, sul quale potremo investire anche con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con tutte le migliori cripto e i migliori SERVIZI FINTECH – intermediario che ci permette di investire su 78+ cripto e sul top dei network legati proprio al mondo dei NFT.

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Ancora Francobolli in NFT: questa volta in Giappone

La prima collezione di francobolli NFT curata dall’ente postale giapponese ha fatto registrare il sold-out a poche ore dal lancio. I timbri on chain erano suddivisi in tre serie raffiguranti soggetti a tema natura, tipici dell’antica tradizione artistica locale.

Vuoi per l’attaccamento degli autoctoni a cultura e tradizioni della madrepatria, vuoi per il prezzo d’acquisto ritenuto dagli esperti più che onesto, la collezione venduta sulla piattaforma Rakuten NFT è sparita in breve tempo.

Ogni pacchetto contiene, o meglio conteneva, 100 Non Fungible Token suddivisi per tema: fiori, animali, paesaggi. Ogni serie costava circa 20 dollari, e comprendeva 5 francobolli. Quindi, da un rapido calcolo ogni stampa è stata venduta per circa 4 dollari. Ci si aspetta che sul mercato secondario le singole opere possano raggiungere quotazioni intorno agli 80 dollari: non è facile immaginare il motivo di un successo così rapido.

Successo che deriva da una collaborazione, quella tra Japan Post e Rakuten NFT, che va avanti ormai da un anno. Oltre al settore dei Non Fungible Token la piattaforma fa capo a una società che si occupa di logistica, marketing, e-commerce e messaggistica.

L’ente postale ha dapprima iniziato a lavorare sulla sua trasformazione digitale concentrandosi principalmente sull’efficientamento della logistica, ambito in cui la blockchain può servire aziende e istituzioni con incredibile efficienza, per poi studiare insieme al partner collezione e drop che vi raccontiamo oggi.

Il Paese del Sol Levante lancia la carica

Non conosciamo tutti i dettagli dell’operazione evolutiva in corso dalle parti di Japan Post, ma seguiamo da vicino le vicende politiche locali, e sappiamo che il governo sta investendo molto per portare la blockchain al centro della prossima rivoluzione tecnologica del Paese.

Ne abbiamo parlato in un recente articolo in cui abbiamo descritto i piani che il primo ministro ha in serbo per il Giappone: il Paese del Sol Levante investirà denaro e l’operato dei migliori sviluppatori per favorire l’utilizzo di criptovalute, metaverse e NFT in ogni strato sociale, in ogni impresa e ovviamente nella pubblica amministrazione.

L’operazione voluta da Japan Post e Rakuten NFT prende vita in questo contesto. Un quadro più che favorevole, che forse merita più spazio della notizia in sé. Sia chiaro: ci fa sempre piacere parlare di NFT, soprattutto perché, come in questo caso, diventano facilmente di pubblico dominio.

Al drop in questione va riconosciuta anche questa se vogliamo indiretta opera di divulgazione: il collezionismo è un’attività estremamente popolare soprattutto tra gli over 60, ossia quelle persone meno avvezze al linguaggio delle criptovalute, e che potranno conoscere i vantaggi che i NFT portano ai collezionisti, a volte impossibili da replicare con sistemi non basati su chain.

Si, perché l’operazione in sé è piuttosto modesta, e non rappresenta nemmeno una prima assoluta con le poste austriache ormai abituate a maneggiare i francobolli su blockchain. In ogni caso ci fa piacere ricevere certe notizie dal Giappone, Paese amico del comparto e, ci auguriamo, esempio da seguire per i nostri rappresentanti a Bruxelles.