Giornata frizzante, dopo i dati sull’inflazione di ieri, anche per Ethereum, con il secondo per marketcap del comparto cripto che si riporta in modo piuttosto convinto sopra quota 1.300$, una quota che rappresenta per molti una sorta di soglia vivo, morto o X. Le condizioni di mercato macro però non sarebbero ancora cambiate (e ci vorrà del tempo), motivo per il quale sarà più che necessario analizzare il mercato per capire come potrebbe muoversi e quali forse lo influenzeranno.

Ethereum, dopo il merge nel quale in molti finanziariamente avevano delle speranze mal riposte, continua per una strada che è completamente a seguire Bitcoin. Cosa che non potrebbe essere altrimenti in una situazione economica complessiva ancora dominante sull’andamento del settore cripto.

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Ethereum: a che punto siamo?

In una sola parola gregario. Ethereum sta vivendo una fase in esatto parallelo, punto più punto meno, con Bitcoin, seguendo agitazioni di mercato che sono poco inerenti al mercato cripto in quanto tale e che riguardano molto più da vicino invece quanto sta avvenendo sulle piazze finanziarie. Con qualche differenza sostanziale almeno nella lettura degli eventi delle ultime settimane.

Potrebbe bastare poco per…
  • Il Merge ha avuto impatto zero

E anzi, è stato forse negativo in termini di andamento. Poco male, non si è trattato di un crollo ma grossomodo del normale evolversi del prezzo di Ethereum in una situazione di mercato complicata come quella che stiamo vivendo.

  • Inflazione negativa non vuol dire gain immediati

Quanto è cambiato in modo importante all’interno di Ethereum è la quantità di nuovi token che vengono immessi, con diverse fasi che sono state addirittura negative. Tuttavia la storia, anche recente e anche su altri token, avrebbe dovuto insegnarci l’insignificanza sul breve periodo di tali fasi. Anche in presenza di Burn Massicci, in realtà c’è altro che incide sul prezzo di breve periodo anche delle principali criptovalute.

Sì, dominerà ancora la situazione macro

Inutile anche giocarci intorno. A dominare per le prossime settimane sarà ancora la situazione macro. Una situazione che dovrà tenere conto del rialzo dei tassi atteso per l’inizio di novembre, sia delle incertezze che derivano dalla recessione che ormai sembra attenderci.

  • Occhio alle elezioni negli USA

Le midterm sono in genere occasione per comportamenti piuttosto lascivi da parte dei partiti politici, con promesse che possono diventare realtà in particolare se a farle è il gruppo che controlla il Congresso oggi e che rischia di non controllarlo più domani. Il relief da parte della Casa Bianca potrebbe scuotere i mercati in seno positivo ed è qualcosa di cui tenere conto nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Rumore di breve? Assolutamente sì. Rilevante per chi vuole fare trading? Altrettanto.

  • Occhio al Congresso del Partito Comunista Cinese

Altro appuntamento che potrebbe cambiare in modo concreto le traiettorie di una delle superpotenze anche economiche del pianeta. Per quanto ci sia poco di cripto che ormai si muove dalle parti di Pechino e di Shanghai, sempre meglio seguire l’evento per le ripercussioni che potrebbe avere sui mercati, anche se in questo caso gli effetti potrebbero diluirsi su un orizzonte temporale più ampio.

Per il resto Ethereum con ogni probabilità continuerà a seguire la traiettoria indicata da Bitcoin, che rimarrà termometro di un mercato che, fatta eccezione per le ultime 24 ore, è ancora caratterizzato da volumi piuttosto bassi e dalla paura, tanto di chi shorta quanto di chi va long, dei movimenti futuri. Situazione complicata, anche per i trader, che potrebbe però sbloccarsi in un verso o nell’altro anche con un solo forte evento esogeno.