Ex del Fondo Monetario Internazionale, fresco di elezione al Senato dopo una vita da tecnico in diverse istituzioni internazionali. Sì, parliamo proprio di Carlo Cottarelli, che nel pomeriggio si è scagliato contro una delle pubblicità del Plan B di Lugano affissa a Milano. O meglio, una pubblicità per l’evento che si terrà la settimana prossima.

Commenti a non finire da parte della community legata a Bitcoin per l’attacco frontale da parte di un personaggio molto in vista e che dunque non poteva che innescare delle reazioni accese. E dato che si parla di Plan B – e sul tema abbiamo appena pubblicato una serie di speciali – sarà il caso di mettere il punto sulla situazione, anche per chi dovesse essersi approcciato per la prima volta a Bitcoin tramite il Tweet di Carlo Cottarelli. Un Tweet per molti infelice, un po’ perché il nuovo Senato che si è appena insediato non parte con il piede giusto, un po’ perché a parlare è una persona che in Italia è stata sempre considerata facente parte della categoria politica dei competenti, talvolta chiamati in causa per salvare il Paese.

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Carlo Cottarelli contro Bitcoin: ecco cosa ha detto

Motivo del contendere è stato un tweet di Carlo Cottarelli, personaggio molto noto in Italia perché prezzemolino dei talk show e perché ormai in circolazione da qualche anno, sempre con il gravoso bollino del competente con le carte giuste per salvare il Paese.

Pubblicità insensate. Ne avrebbe viste tante Carlo Cottarelli. Certo, le abbiamo viste tutti, ma quello che non ci quadra è perché il manifesto del Plan B Forum del 28 e del 29 ottobre a Lugano si sia guadagnato strali tanto velenosi.

  • Sì, Bitcoin è “for freedom”

Ovvero per la libertà. In molti, evidentemente Cottarelli compreso, continuano a considerare Bitcoin solo come un asset finanziario e non come un network. Network monetario sperimentale che ha diverse caratteristiche che lo hanno già reso popolare in tanti luoghi del mondo. Non richiede KYC, non è censurabile, ha trasferimenti quasi istantanei, a basso costo e che non conoscono le barriere dei confini statali. Uno strumento di libertà che ha avuto già presa in paesi dove il sistema monetario classico ha già dimostrato ampiamente i suoi limiti. E anche come asset si meriterebbe di più in termini di riconoscimento come strumento di libertà.

Bitcoin merita altro, così come gli italiani
  • In Bitcoin we Trust

Ed è qui che la boutade del Senatore mostra tutta, non ce ne voglia, ignoranza. Perché non c’è nulla di cui fidarsi in Bitcoin. È la sintesi della forza della matematica, del codice aperto e della decentralizzazione. E anzi, è nato come sistema proprio per permettere alle persone di trasferirsi coin senza che sia necessario fidarsi di qualcuno.

Il riflesso pavloviano di un ex FMI?

In pochi in Italia, nonostante sia ben visibile nella bio del senatore eletto tra le fila del PD, a conoscere i trascorsi al Fondo Monetario Internazionale. C’è qualcosa di male? Niente affatto. Rimane però l’allineamento quasi completo con le posizioni della potente istituzione sovranazionale nell’attaccare Bitcoin.

Attacchi del FMI che sono stati sempre però più articolati del tweet di Carlo Cottarelli, e anche dotati di agenda. Basti pensare alla trovata di usare le CBDC per condizionare i comportamenti dei cittadini della quale avevamo parlato anche con Matteo Navacci proprio sul nostro canale YouTube.

Nella speranza che chi sta animando certe fantasie ai piani alti del Fondo Monetario Internazionale non sia suggestionabile come Carlo Cottarelli, che a quanto pare ha deciso di informarsi su Bitcoin soltanto tramite le emozioni che gli ha suscitato un cartello pubblicitario.

Don’t be a Cottarelli: c’è tanto che sta accadendo a Lugano

Quanto sta accadendo a Lugano può piacere o non piacere. Ma prima di dare giudizi tranchant sarebbe il caso di informarsi sulla realtà del Plan B e su quanto la città ticinese sta mettendo in piedi.

  • Si potranno pagare le tasse in Bitcoin

È una delle misure che verrano annunciate, con tanto di cronoprogramma, durante il Forum della prossima settimana. Operazione che a molti sembrerà pubblicitaria, ma che porterà nelle casse del comune di Lugano denaro sonante.

  • Integrazione con Tether

Può interessare poco i competenti della risma di Carlo Cottarelli, ma si tratta di una partnership con un gruppo che vale, in termini di riserve, ~70 miliardi di dollari. Realtà che vede ai suoi vertici diversi italiani che sono dovuti andare altrove per sviluppare la propria idea. Anche in questo caso abbiamo un consiglio non richiesto: forse sarebbe il caso di cominciare a pensare non ai manifesti pubblicitari, ma al perché chi sviluppa aziende di successo come Tether finisce per stabilirsi SEMPRE altrove.

  • Polygon e la sua partecipazione al Plan B

Sempre per rimanere nell’alveo delle aziende ricche e innovative, che creano posti di lavoro di qualità e ben pagati. Polygon avrà una sua filiale in quel di Lugano e parteciperà anche all’hub fisico che ospiterà aziende del settore, per start up o affermate che siano. Anche questa sarebbe paccottiglia che ai competenti del nostro Senato e del nostro Parlamento non sembra interessare. Ma è in realtà il mondo a non interessarsi delle mattane dei politici nostrani. E l’economia e l’innovazione si inaridiscono, fino a spegnersi. Forse anche perché siamo un paese che parla di cartelli pubblicitari che non piacciono invece di cercare di capire dove sta andando una parte di mondo.

Anche il sindaco di Lugano, evidentemente piccato, ha risposto a Carlo Cottarelli. Che sia l’inizio di schermaglie che ci accompagneranno fino all’evento?