Pensate di aver avuto un anno terribile nel 2022? Pensate ai miner Bitcoin, che se la stanno passando sicuramente peggio di voi. Oltre ai già noti problemi in termini di introiti, chi è organizzato industrialmente per produrre Bitcoin continua a ricevere niet da diverse amministrazioni locali. Qualche tempo fa era stata quella di New York, ora tocca alla provincia di Manitoba, in Canada.

Secondo quanto è stato diffuso da diverse testate USA infatti, la provincia canadese ha approvato una moratoria che durerà 18 mesi e che impedirà il mining sul suo territorio. Tutto questo all’interno di una situazione seriamente problematica per la rete elettrica locale – e pubblica – che sarebbe già sommersa dai debiti.

Situazione preoccupante per i miner e per Bitcoin? Assolutamente no, tant’è che di queste notizie il mercato continua ad infischiarsene. Potremo operare su un redivivo Bitcoin sopra i 17.000$ anche con Capital.comvai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con CAPITALE VIRTUALE INFINITO – intermediario che ci permette di investire su 476+ cripto asset, compreso ovviamente anche Bitcoin.

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Manitoba: 18 mesi di stop al mining Bitcoin

Si parla in realtà di mining cripto, ma ormai di meccanismi di consenso in Proof of Work di una certa rilevanza ne è rimasto soltanto uno, ovvero quello di Bitcoin, dopo che Ethereum è passato ad un consenso in Proof of Stake.

Mining Bitcoin: cosa succede a Manitoba?

Manitoba starebbe vivendo una fase molto preoccupante e complicata per la sua rete elettrica e a fronte di una richiesta da parte dei miner di 4,6 GW avrebbe risposto per le rime, ovvero rendendo l’attività vietata per i prossimi 18 mesi. In realtà chi si trova nel territorio potrà continuare ad operare, e il ban sarà valido soltanto per le nuove richieste.

Non è la prima realtà locale ad agire in questo modo: già qualche giorno fa New York aveva promulgato un ban, in quel caso però relativo soltanto a quelle attività di mining Bitcoin che non utilizzano un mix pulito in termini energetici. Mix energetico che non sembrerebbe essere però il motivo della presa di posizione di Manitoba.

Non possiamo dire semplicemente “Prendete l’energia che volete e noi costruiremo dighe”.

Questo il commento del Ministro delle Finanze Cameron Friesen, che è tra le altre cose responsabile anche per Manitoba Hydro, società pubblica che si occupa di generazione di energia elettrica tramite dighe.

Un problema per i miner?

Vedremo. molte porte si stanno chiudendo, anche perché sono individuati come capro espiatorio di problemi energetici a livello mondiale che in alcuni casi potrebbero addirittura aiutare a risolvere. Una vittoria per gli ambientalisti? Difficile a dirsi, dato che l’energia utilizzata almeno nella provincia di Manitova era tra le più pulite al mondo.

Staremo a vedere come si evolverà la situazione, preoccupante più per la gestione pubblica di certi affari che per i destini dei miner Bitcoin. Che come è noto possono smontare la baracca e trasferirsi altrove con una certa facilità.

I problemi più importanti per il comparto non arriveranno a qui… ma dalla situazione macro, quella sì preoccupante, ma che potrebbe migliorare a breve.